Archiviato il lunedì, 04 febbraio 2008 in:
Sono nel bel mezzo di un dubbio straziante, dunque: sono andata a un concerto e ad una festa, ma cosa racconto prima? Concerto o festa? Festa o concerto? Concerto? Festa? Concerto? Ok, concerto.
Il mio fantastico, meraviglioso ragazzo che da ora in poi comparirà su questo blog con il nome di Verme, mi ha portato al concerto dei Babyshambles! "Chi?!?!" è la cosa che mi hanno detto tutti i miei amici, così sperando che voi non siate così gnuranti vi faccio una breve introduzione.

Non ho messo la foto del gruppo al completo perchè sinceramente non me ne frega un cazzo.
Infatti al concerto ci si va per vedere lui lui lui solo lui, Pete Doherty. Non vi nascondo che a me piace, ha quel fascino da criceto che subisce un impatto contro il muro a 300 km orari. Bello, bello, bello.
A parte le mie note personali bisogna aggiungere che ha una spropositata propensione a farsi di qualsiasi tipo di droga, dalla marjia al vinavil e che ha strane preferenze sessuali, di solito si tratta di oggetti inanimati come stampelle, attaccapanni o addirittura lampioni.
Introduzione terminata.
Insomma si va al concerto, si entra, si prende lo zucchero filato (molto più punk della birra) si aspetta poi arriva la band di apertura.
Il chitarrista aveva la maglietta di Doraemon.
Poi tra una levata di 'levatevi dai coglioni' generale e dei meno garbati 'succhiamelo' diretti alla cantante il palco rimane vuoto e comincia l'inferno.
Mentre i tecnici erano impegnati ad ideare il libro "Come accordare una chitarra in 6757849390290589 passi" giù dal palco cominciavano la baraonda.
Io e Verme riusciamo ad infilarci tipo in settima fila, tipo troppo a sinistra, tipo che non vedevo un cazzo.
Si aggiunga che accanto a noi vi era la solita comitiva di luridi da concerto intenti nel loro turpiloquio, ma il limite della sopportazione l'ho ragiunto all'arrivo di quella...quella nana con il cappello pseudoleopardato la cui visiera mi si è schiantata più e più volte sulla cervicale.E il concerto non era nemmeno iniziato.
Finalmente, dopo aver terminato tutti i 6757849390290589 passi per accordare la chitarra i tecnici zompettano via dal palco e eccoli, loro e eccolo, lui cricetoso e sudaticcio.
Appena comincia la musica, comincia il pogo e appena comincia il pogo comincio a sfondare il muro di gente che ho davanti, semino i luridi, semino la troia pseudoleopardata, sbatacchio Verme a destra e a sinistra fino ad arrivare in seconda fila, il posto perfetto! Se nella zona in cui vedi tutto, tutto senza gli handicap di quelli in prima fila tipo le transenne che ti si infilano nel fegato.
Così oltre a godermi il mio bel concerto con il mio stupendo Verme ho potuto anche sfogare un po' di rabbia repressa fiondandomi di qua e di là, schiacciando ora un emo, ora un metallaro incazzoso.
Il mio fantastico, meraviglioso ragazzo che da ora in poi comparirà su questo blog con il nome di Verme, mi ha portato al concerto dei Babyshambles! "Chi?!?!" è la cosa che mi hanno detto tutti i miei amici, così sperando che voi non siate così gnuranti vi faccio una breve introduzione.

Non ho messo la foto del gruppo al completo perchè sinceramente non me ne frega un cazzo.
Infatti al concerto ci si va per vedere lui lui lui solo lui, Pete Doherty. Non vi nascondo che a me piace, ha quel fascino da criceto che subisce un impatto contro il muro a 300 km orari. Bello, bello, bello.
A parte le mie note personali bisogna aggiungere che ha una spropositata propensione a farsi di qualsiasi tipo di droga, dalla marjia al vinavil e che ha strane preferenze sessuali, di solito si tratta di oggetti inanimati come stampelle, attaccapanni o addirittura lampioni.
Introduzione terminata.
Insomma si va al concerto, si entra, si prende lo zucchero filato (molto più punk della birra) si aspetta poi arriva la band di apertura.
Il chitarrista aveva la maglietta di Doraemon.
Poi tra una levata di 'levatevi dai coglioni' generale e dei meno garbati 'succhiamelo' diretti alla cantante il palco rimane vuoto e comincia l'inferno.
Mentre i tecnici erano impegnati ad ideare il libro "Come accordare una chitarra in 6757849390290589 passi" giù dal palco cominciavano la baraonda.
Io e Verme riusciamo ad infilarci tipo in settima fila, tipo troppo a sinistra, tipo che non vedevo un cazzo.
Si aggiunga che accanto a noi vi era la solita comitiva di luridi da concerto intenti nel loro turpiloquio, ma il limite della sopportazione l'ho ragiunto all'arrivo di quella...quella nana con il cappello pseudoleopardato la cui visiera mi si è schiantata più e più volte sulla cervicale.E il concerto non era nemmeno iniziato.
Finalmente, dopo aver terminato tutti i 6757849390290589 passi per accordare la chitarra i tecnici zompettano via dal palco e eccoli, loro e eccolo, lui cricetoso e sudaticcio.
Appena comincia la musica, comincia il pogo e appena comincia il pogo comincio a sfondare il muro di gente che ho davanti, semino i luridi, semino la troia pseudoleopardata, sbatacchio Verme a destra e a sinistra fino ad arrivare in seconda fila, il posto perfetto! Se nella zona in cui vedi tutto, tutto senza gli handicap di quelli in prima fila tipo le transenne che ti si infilano nel fegato.
Così oltre a godermi il mio bel concerto con il mio stupendo Verme ho potuto anche sfogare un po' di rabbia repressa fiondandomi di qua e di là, schiacciando ora un emo, ora un metallaro incazzoso.
Stillthisgirl @ 13:07 | commenti: commenti (3)(popup)



